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venerdì 2 maggio 2008

Fascino della nuova era



“Bruscandoli” è il termine gergale per indicare i germogli appena nati del luppolo selvatico. Questa varietà di luppolo ha il vizio di andare a crescere nei fossi, abbarbicata ai rovi o ad altre piante poco docili. Per raccoglierli bisogna vestire gli abiti più stracci che si ha in casa e poi infilarsi lì dove son spuntati. Con un piede dentro il fosso, una mano stesa a scegliere le cime, con l'altra poter scorrere sul web la ricetta del Risotto è una cosa da impazzire!

mercoledì 16 aprile 2008

Racconti di un emigrante


Ieri sera.


"Se in casa c’è un rubinetto che perde e dopo venti o trent’anni continua a perdere vuol dire che andava bene così... Il rubinetto della emigrazione ha continuato a perdere ininterrottamente per cento lunghissimi anni. Attraverso quel rubinetto sono passati 27 milioni di italiani. Quando finalmente il rubinetto si è fermato non era perché gli uomini erano diventati più saggi. Semplicemente non c’era più acqua. " G.G.

mercoledì 12 marzo 2008

Mia Nonna


Succederà così.
Che un giorno i miei figli arriveranno: uno un braccio e uno l’altro, mi alzeranno e mi porteranno all’ospizio. Immaginati.
Prova a metterti nei miei panni.
Dopo ottant’anni, solo.
Dopo ottant’anni ti prendono e ti sbattono fuori di casa.
Dopo ottant’anni solo estranei intorno.
E il peggio è che hanno ragione.
Perché sono rincoglionito e non distinguo più il giorno dalla notte.
Non so se è inverno o primavera. Fisso le cose ma non vedo niente.
Vecchio, sono vecchio, vecchio il mio corpo che non risponde più, vecchio il cervello tornato a fare cose elementari, da neonato: mangiare, bere, cagare.
Merda!
Sarebbe stato meglio finirla schiantando.
Che senso ha, finire come larve? Sarà pur vero che mia nonna ha vissuto anni sulle spalle di figli e suocere. È vero: hanno fatto tanto. Ma non ha mai fatto male a nessuno, mia nonna. Non mi ricordo d’averla mai vista arrabbiata; anzi, ricordo che da bambino per una nota presa a scuola andai a confidarmi da lei invece che da mamma e papà: da lei ero sicuro di trovare appoggio.
La prendevamo in giro per tutte le sue manie, i suoi tormentoni sul maltempo, gli abitudinari auguri di buon appetito, buon riposo, buona notte… Negli ultimi tempi ancora di più.
Però rideva. La si prendeva in giro e ci rideva su.
Solo che ormai non si muoveva. Pesava un quintale. Pareva non capire più niente, non riconoscere più nessuno.
E dicono che allungheranno la vita a centocinquant’anni… mi dite a che cazzo serve…??!!
Lo so: ormai non c’era soluzione perché era già consunto anche chi si prodigava ad aiutarla, però cazzo!! che da un istante all’altro ti portino via…
Succederà così, come a mia nonna.

Il giorno dopo, quando sono andati la prima volta a farle visita all’Ospizio, non l’han trovata.
Sono andati a cercarla, ma in stanza non c’era più.
Mia Nonna è più avanti di quel che si crede.
L’han beccata giù in salone a giocare a tombola!!
Spero tanto che si trovi bene.
Che trovi qualcuno con cui discorrere come in casa non si poteva più fare: non c’era più pazienza.
Magari, coi nuovi amici, nessuno capirà una parola di cosa dice l’altro, ma almeno sarà un sereno stagionare insieme.

Alla faccia nostra.

giovedì 28 febbraio 2008

Buone Notizie


Al TG ho già rinunciato da tempo, anzi all’intera televisione, e senza rimpianti.
Ma adesso mi sta angosciando anche il giornale radio.
Violenze, tragedie, politika e la Borsa che affossa.
Ogni mattina la “musica” è questa.
Lo so, sì, che quello che succede per davvero lo capisci solo da “Blob” e dal “Ruggito del Coniglio”.
Ma qualcuno me le può dare, per favore, delle Buone Notizie?